Bottoni
Ho immaginato una stanza piena di bottoni. Bottoni dappertutto, sulle pareti, sul soffitto, sul pavimento. Bottoni che ricoprono i mobili, i divani, le tende, i tappeti. Bottoni di tutti i colori, di ogni misura, piccoli, grandi, medi, colorati, di madreperla, quadrati, rotondi, a forma di casa, di cane o di farfalla, piatti, concavi e convessi, brillanti ed opachi, disegnati, a righe, a pois, a fiori, imbottiti e lucidi, cuciti ed incollati. Bottoni a ricoprire ogni cosa, come a volerla fermare, come a volerla allacciare. Bottoni. Solo il nome può riempire una stanza, con tutte quelle "o" e "t" e con quella grande, sboccata "B". Bottoni. La bocca forma un fiore e la lingua percorre palato e denti, come se rimanesse prigioniera di quella parola. Bottoni.
E poi lì, seduto su un divano di bottoni, ci ho immaginato te.
E tutto il resto è svanito.
E poi lì, seduto su un divano di bottoni, ci ho immaginato te.
E tutto il resto è svanito.


1 Comments:
Romanticismo
Parto con l'idea
di dedicarti una poesia.
Parole e pensieri che
disordinati stuzzicano
il mio volere.
Dedicarti una poesia.
Spiegare in qualche riga
come una fonte nuova
possa dar vita
ad una babele di nulla.
E' così. Semplice.
Scorre il disordinato andare
in un ordine maniacale.
Che sembra riportarmi
in mondi già vissuti
di volontà mai perseguite
e incompletezza dannata.
Su cosa sia il Sia
me lo dirai tu.
Domani.
Quando ti sveglierai
accanto a me.
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