La Tela di Penelope

Aneddoti e pensieri

giovedì, gennaio 04, 2007

Citando "I barbari" di Baricco

Riguardo alla nascita di Google: “(…) Quello a cui credevano erano i portali: una delle idee che ha fatto perdere più soldi negli ultimi dieci anni. Credevano cioè che tutti ci saremmo cercati un nostro fornitore di fiducia e a lui avremmo chiesto tutto: previsioni meteo, foto di Laetitia Casta nuda, news, musica, film e naturalmente anche la ricetta delle lasagne. Saremmo cioè entrati nell’immenso oceano del web scegliendo una porta particolare, a noi congeniale, che poi ci avrebbe indirizzato. Il portale, appunto. Oggi, pare, quasi nessuno si sogna di fare così. Non ci siamo cascati! (Spiegatemi perché dovrei farmi dire che tempo fa domani da Virgilio quando poso andare direttamente in un sito Meteo, senza dovermi sorbire tutta quell’altra paccottiglia: così abbiamo più o meno pensato.) Insomma, non ci credevano: e mentre spendevano cifre da capogiro per i portali, i motori di ricerca languivano, facendo acqua da tutte le parti, e aspettando il momento di sparire.
Quel che successe, poi, fu che un paio di studenti dell’Università di Stanford, stufi di passare per Alta Vista perdendo il proprio tempo, pensarono che era giunta l’ora di inventare un motore di ricerca come dio comanda. Andarono dal loro professore e gli dissero che quella sarebbe stata la loro ricerca di dottorato. Molto interessante, disse lui, poi dovette aggiungere una cosa tipo E adesso, a parte gli scherzi, ditemi cosa avete in mente di fare. Non gli sfuggiva che per programmare un motore di ricerca bisognava, innanzitutto, scaricare l’intero web su un computer. Se non hai un mazzo di carte in mano, un mazzo con tutte le carte, non puoi inventare un gioco di bravura con cui trovarne una. Nel caso specifico si trattava di scaricare qualcosa come 300 milioni di pagine web. Ma in effetti non si sapeva nemmeno con esattezza fino a dove si spingesse il grande oceano, e tutti sapevano che ogni giorno disegnava spiagge nuove. Al prof. dovette apparire chiaro che quei due gli stavano proponendo di circumnavigare il globo su una vasca da bagno. La vasca da bagno era il computer assemblato che tenevano in garage.
Io me lo vedo che si lascia andare contro lo schienale e allungando le gambe chiede con un sorrisetto da barone: Intendete per caso scaricare l’intero web?
Lo stiamo già facendo, risposero loro.
Applausi.”
E pensare che io conosco una persona a cui manca tanto così (e sto facendo un segno piccolissimo), per compiere lo stesso identico miracolo. Solo che non lo sa ancora o forse gli manca il coraggio. Ma io sono certa che lo troverà. Presto.