La Tela di Penelope

Aneddoti e pensieri

lunedì, settembre 19, 2011

AirFrance

Uno spot. Nient'altro che uno spot prima del telegiornale della sera. E' ora di cena, mia madre in grembiule davanti ai fornelli parla con mio padre seduto a capotavola, e io al centro intingo il pane nella scodella dei pomodori conditi. E' stato con il boccone a mezz'asta che mi è caduto l'occhio sulla tv, piccola, di plastica, appoggiata per terra sopra i gradini che dividono la cucina dal salotto. Mi è caduto lì perchè da lì proveniva la musica. Sembrava uno di quei brani che ascoltava la mia maestra di danza classica prima della lezione settimanale. Arrivava sulle mezzepunte, accendeva la minuscola radio appoggiata sulla panca di legno e si sedeva. Noi la guardavamo attente mentre lei danzava con la mente chissà dove, e si accompagnava con dei movimenti delle mani che da soli sarebbero in grado di spiegare la parola lieve. Una musica come quella è arrivata dalla tv questa sera. Il tempo si è fermato, i pomodori hanno perso sapore. Dovete vedere uno specchio davanti a voi, dentro i vostri occhi, uno specchio azzurro nel cui centro stanno appoggiati un uomo e una donna, come due pedine, come la coppia di glassa sulla torta degli sposi. La donna cammina verso di lui, l'alba e il profilo di montagne carta da zucchero si stagliano lontano, sullo sfondo. Sono entrambi vestiti di bianco e riflettono ogni gesto nello specchio d'acqua ai loro piedi. La donna lo raggiunge e poi, con un gesto preciso di un dito sul tasto del pianoforte, quella nota stridula, acuta, la porta ad alzarzi in punta di piedi e come una calamita ad incollare la sua bocca su quella dell'uomo. E da qui è pura magia. La donna allarga le braccia come se stesse per spiccare il volo, invece no, fa un'altra cosa, una cosa molto più bella, quasi commovente: avvolge quelle braccia d'uccello attorno al collo dell'uomo che, sorpreso da tanta audacia, la accoglie a sé e la solleva, le punte all'indietro, altissime. E lì, lì arriva l'amore. La musica li travolge e lui inizia a girare su sé stesso e insieme volano di quel volo meraviglioso di certi amori improvvisi, ancora, ancora e ancora, fino a che anche lui non spalanca le braccia, finchè anche lui, nell'impeto dell'emozione più bella che ci è dato provare, si lascia andare e per sempre volano.

Poi compare la scritta Airfrance, faire du ciel le plus bel endroit de la terre. Che messa lì, in mezzo a tutta quella bellezza, a tutta quella perfezione, ti verrebbe voglia di prenderla tra le dita e lanciarla lontano. E di farlo con stizza. Ma alla fine, con un'alzata di spalle la perdoni. Mica è colpa sua se l'hanno infilata in quello spot, tra quei due che hanno avuto l'onore di toccare l'eternità e di farlo danzando.