E quei passi strisciati nel silenzio di una fisarmonica, che suona per tutti e per i fatti suoi...
La musica è un tango, di quelli che hai già sentito almeno una volta. E il luogo è uno di quelli che hai già visto e vissuto, ma mai così, come questa sera. Entri e c'è un corridoio scuro che porta ad una pista da ballo, di quelle che il sabato sera si bagnano di cocktail rovesciati e impronte di scarpe da ginnastica. Però ciò che vedi è diverso da quello a cui la tua memoria ti ha abituato. E' solo uno sprazzo all'inizio: qualche giravolta, delle gambe nude, scarpe luccicanti con il tacco, capelli spruzzati di bianco qua e là. Poi a passi leggeri arrivi sino alla soglia della sala e attorno a te l'atmosfera crea un vortice e ti abbraccia, lanciandoti in un luogo e in un tempo che non hai mai vissuto, fatto di energia, silenzio, musica, sospiri. C'è una donna seduta in un angolo che si fa aria con un volantino e aspetta. Sull'altro lato una coppia si tiene per mano e sorride. Lui la guarda di tanto in tanto e gli occhi gli brillano. Tu cammini stranito, prigioniero libero di un taglio nello spazio e finisci a ridosso del bancone dove ordini da bere. Hai la strana sensazione di essere l'occhio di una telecamera o di un Dio, se ne esiste uno. Davanti a te sfilano dolcemente un uomo e una donna. Potrebbero essere padre e figlia o amanti per quanto ne sai. Si chiama ballare quello ma a te sembra più che si amino muovendosi in un unico gesto e appoggiandosi l'un l'altro come se stessero passeggiando sul cotone. Sono cerchi e disegni astratti sul pavimento fatti con i tacchi e col pensiero. Poi la musica cambia e si fa più lenta. La pista si riempie, non c'è più nessuno seduto. Anche la signora con il volantino ha trovato un compagno. La fisarmonica disegna i loro corpi nello spazio ma quello che senti è il silenzio della musica che fa da sottofondo ai loro passi, che leccano, si appoggiano e volano per un secondo solo nell'aria circostante e quello che fanno dovrebbe essere danzare, invece completamente ignari quello che fanno davvero è strisciare sul tuo cuore come la lingua ruvida di un gatto, saziarti con il loro delizioso rumore attutito e poi chiuderti gli occhi perchè tu possa sentire quello che hai visto. Il silenzio. Non so se mi spiego. Il silenzio era lì, schiacciato tra la terra e le loro scarpe.

