AI TURISTI INCERTI ED IMPAURITI
Il Giappone è uno di quei luoghi al mondo che hanno il privilegio di appartenere all'indicibile. Non esiste un aggettivo che ricopra appieno ciò che questo paese ha da offrire. Perchè spesso lo fa con umiltà e gentilezza ed è proprio questa la differenza. Non ti offre ciò che ha come se ti stesse vendendo una rarità, ma si dona come una vergine timida.
Il Giappone è un regalo del mondo al mondo. I suoi paesaggi, la gente che lo abita, le sue abitudini, le sue antiche tradizioni, le sue moderne follie.
Siamo stati un mese tra le braccia di questa terra ospitale, nel sue ventre strepitoso e non abbiamo mai riscontrato un problema. Non uno. I mezzi di trasporto sempre puntuali, le camere pulite, il cibo meno costoso di quanto immaginavamo. I giapponesi sono abituati a far fronte all'aggressività della natura e portano avanti questa battaglia con coraggio e fermezza, difendendo la loro terra elegante come fosse un porto sicuro.
Ci hanno raccontato tanto sul terremoto dell'11 marzo. Sui giornali, in TV. Ma non l'hanno fatto con sincerità come avrebbero dovuto. Ciò che hanno fatto invece è stato prendere l'accaduto e ricamarlo come una vecchia coperta per un matrimonio imminente. Con foga ed esagerazione. Catastrofe. Apocalisse. Emigrazione di massa. Questi erano i titoli dei telegiornali. Questo hanno scritto sui quotidiani europei. Lo hanno fatto senza pensare ai danni, alle conseguenze che avrebbero aggravato una situazione già difficile. Per audience facevano a chi la sparava più grossa. A chi riusciva a commuovere di più. Senza pensare al peso costante di quelle parole..
Quello che non volevamo fare noi, turisti in partenza per un viaggio tanto sognato, era credere a queste voci, a questi scaltri romanzieri falliti.
E allora siamo partiti e quello che abbiamo trovato è stata una situazione di assoluta normalità. Nessuna scossa, nessuna allarmante contaminazione, nessun rallentamento, nessun problema. Solo preoccupazione e paura per una situazione turistica con ribassi da percentuali vertiginose. Ci fermavano per strada. Ci chiedevano cosa dicessero in Occidente. Si sbilanciavano pregandoci di sostenerli.
C'è stato un terremoto, sì. C'è stato uno tsunami, anche. Ci sono stati migliaia di morti, certo. Ma che bisogno c'era di fare del terrorismo psicologico? Che bisogno c'era di esagerare una situazione già grave di per sé? Perchè infierire oltre?
Il Giappone del nord è stato investito dalla forza della Natura e si è rialzato con la consapevolezza che questi fatti possano succedere, succederanno, ma che con impegno e costanza si possano, volendo, anche fronteggiare.
Ora è in piedi, ferito ma fiero. E non c'è un motivo al mondo perchè non dobbiate visitarlo. Vi cullerà tra le sue braccia profumate, vi farà sentire protetti, vi metterà a vostro agio e vi mostrerà cose che non potevate nemmeno immaginare.
E poi vi mancherà. Dio solo sa quanto vi mancherà.

