Ask the Dust
Ieri sera cinema. Serata estiva al parco. Immersa in una docile incavatura nel terreno mi si presenta dinanzi una cupola di legno corredata di schermo. Sedie di plastica, classico temporale fantozziano in arrivo e occhiatacce furiose a chi tentava di sedersi nella sedia di fronte alla mia. A furia di sguardi maligni mi sono ritrovata in prima fila. Il film era “Chiedi alla Polvere” con Colin Farrell e Salma Hayek. “Ask the dust” in origine, romanzo capolavoro di Jhon Fante. Comincia il film e sono piena di buone speranze, a parte la bella faccia e le spalle muscolose di Colin Farrell, che poco c’entrano con l’immagine che mi ero personalmente fatta di Arturo Bandini. Forse Fante avrebbe gradito. Non so. Guardo lo svolgersi della vicenda con scetticismo in aumento. Intanto tutto attorno gente che passeggia con i figli piccoli al seguito, le mani imbrattate di terra e di gelato, qualcuno che allena i glutei correndo, coppie che amoreggiano distese sull’erba, risate in lontananza, un cane che abbaia ad un altro cane, una vecchietta col cappello seduta su una panchina. Ed in mezzo noi, spettatori di un film sulla California, sullo scrivere e sugli amori non corrisposti.
Alla fine mi dico che avrei fatto meglio a sedermi di fianco a quella vecchietta ad osservare il via vai delle persone nel parco. Sarebbe stato più interessante e non avrei dovuto immaginarmi Jhon Fante, incazzato come una bestia, camminare su e in giù per i corridoi dell’altro mondo.
Che dire? Ti capisco Jhon. Chi non se la sarebbe presa? Ti conviene fartene una ragione.
Alla fine mi dico che avrei fatto meglio a sedermi di fianco a quella vecchietta ad osservare il via vai delle persone nel parco. Sarebbe stato più interessante e non avrei dovuto immaginarmi Jhon Fante, incazzato come una bestia, camminare su e in giù per i corridoi dell’altro mondo.
Che dire? Ti capisco Jhon. Chi non se la sarebbe presa? Ti conviene fartene una ragione.

