La Tela di Penelope

Aneddoti e pensieri

giovedì, luglio 13, 2006

Ask the Dust

Ieri sera cinema. Serata estiva al parco. Immersa in una docile incavatura nel terreno mi si presenta dinanzi una cupola di legno corredata di schermo. Sedie di plastica, classico temporale fantozziano in arrivo e occhiatacce furiose a chi tentava di sedersi nella sedia di fronte alla mia. A furia di sguardi maligni mi sono ritrovata in prima fila. Il film era “Chiedi alla Polvere” con Colin Farrell e Salma Hayek. “Ask the dust” in origine, romanzo capolavoro di Jhon Fante. Comincia il film e sono piena di buone speranze, a parte la bella faccia e le spalle muscolose di Colin Farrell, che poco c’entrano con l’immagine che mi ero personalmente fatta di Arturo Bandini. Forse Fante avrebbe gradito. Non so. Guardo lo svolgersi della vicenda con scetticismo in aumento. Intanto tutto attorno gente che passeggia con i figli piccoli al seguito, le mani imbrattate di terra e di gelato, qualcuno che allena i glutei correndo, coppie che amoreggiano distese sull’erba, risate in lontananza, un cane che abbaia ad un altro cane, una vecchietta col cappello seduta su una panchina. Ed in mezzo noi, spettatori di un film sulla California, sullo scrivere e sugli amori non corrisposti.
Alla fine mi dico che avrei fatto meglio a sedermi di fianco a quella vecchietta ad osservare il via vai delle persone nel parco. Sarebbe stato più interessante e non avrei dovuto immaginarmi Jhon Fante, incazzato come una bestia, camminare su e in giù per i corridoi dell’altro mondo.
Che dire? Ti capisco Jhon. Chi non se la sarebbe presa? Ti conviene fartene una ragione.

Lato B

Ho finito questo romanzo. Ieri pomeriggio. Si intitola “Lato B” di Gabriele Gobitti.Vi dirò signori della giuria, mi è anche piaciuto. Non lo avrei mai detto. Esordiente sconosciuto, poche pagine, percorso di formazione. Solita partenza. Eppure mi ha lasciata di stucco. Inebetita come una paletta da spiaggia ficcata nella sabbia.
Allora ho pensato: cosa fa di un libro un buon libro?
E sono giunta ad una conclusione: penso che un buon libro possa dirsi tale solo se abbia la strana capacità di lasciarti quell’agrodolce sensazione di chiusura, una volta arrivati in fondo. Solo se quando lo si chiude vorresti conoscere almeno uno dei personaggi, prendere in mano il telefono e farci due chiacchiere. Così, parlare del più e del meno. Raccontargli qualcosa di te.
Facile che poi ti manchino persino un po’.
Beh…lui, Gabriele, ci è riuscito. Non è da tutti.

mercoledì, luglio 12, 2006

quando comincia l'avventura?

Oggi 12 Luglio 2006 è stato fatto il primo passo verso la realizzazione di un progetto che ha come scopo quello di coinvolgere semplici lettori, navigatori occasionali, appassionati di narrativa, feticisti del blog, anarchici del pensiero, creatori immoderati e romantici illuminati.
Perchè?
Semplice: condividere l'animo creativo con coloro i quali hanno voglia di assaggiarne l'essenza. Poco per volta. Intensamente, appassionatamente.